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13 UOMINI DELLE PULIZIE

Questo progetto fotografico partecipativo nasce per caso, durante un test di un obiettivo. Ho fotografato un uomo a me vicino nella sua casa, subito dopo aver finito di fare le pulizie. Era nudo. L’immagine, segnata dall’intimità del momento e dalle tracce dei gesti domestici, è diventata il punto di partenza della serie. Ho poi invitato degli uomini a posare nudi mentre puliscono le loro case, interrogando la mascolinità, l’intimità e il rapporto con lo spazio domestico. I partecipanti erano informati che il volto poteva essere nascosto o rimosso in post-produzione. In due anni ho contattato quarantadue uomini tra Marsiglia e Bologna. Ventinove hanno rifiutato per motivi diversi: pudore, disinteresse, difficoltà personali o disagio rispetto alla propria immagine. Questi rifiuti fanno parte integrante del progetto e rivelano le tensioni legate alla rappresentazione del corpo maschile. Tredici uomini hanno accettato. Alcuni hanno preferito non essere fotografati nelle proprie case, altri hanno adattato il contesto. Uno di loro, con attributi femminili, mette in discussione le rappresentazioni tradizionali della mascolinità e apre una riflessione sulla distinzione tra sesso e genere. Ho scelto di fermarmi al numero tredici, per il suo valore simbolico di rottura e trasformazione. In questo caso, suggerisce la possibilità di ridefinire il significato della parola “uomo” in un sistema binario, e di metterlo in discussione. Il progetto include anche testimonianze dei partecipanti. Fin dall’inizio ho considerato che il progetto appartenesse a loro. Li ringrazio sinceramente per la fiducia e la generosità. Una serie di video completa il lavoro: una figura — donna trans, travestito o attore — riflette sulla mostra mentre impasta il pane, aggiungendo un ulteriore livello di interpretazione. Il progetto resta aperto. Spero che altri uomini, ispirati da questa serie, sentano il desiderio di partecipare, magari scegliendo questa volta di mostrare il proprio volto. Le prime reazioni, che vanno dall’apprezzamento alla derisione sessista, mostrano quanto sia ancora difficile esporre la nudità maschile, soprattutto in attività tradizionalmente associate al ruolo femminile.

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Testimonianze

"È strano per una persona casta e timida come me... una sensazione di libertà....
Questa esperienza mi ha ricordato Serge Gainsbourg, che era un ragazzo timido finché non accettò di posare nudo per un fotografo e, così facendo si sentì liberato e in seguito poté facilmente spogliarsi. A me è successa la stessa cosa. Da quando ho posato nudo per te, mi sento meglio, anche a girare per casa senza vestiti... Grazie Barbara!".

Impressions of an ordinary woman

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Una conoscenza su Facebook 

"Sei fortunata ad aver visto tutti questi uomini sfilare, ma te li sei fatta tutti?
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L'uomo delle pulizie #0

"Io non mi metto nudo per farmi conoscere. Considerate l'importanza e la perversione che ha preso la tua ossessione per la nudità, ti vieto di pubblicare le mie foto!" 

Il mio partner al momento della pubblicazione del progetto

"Dimenticami! Non capisco come una donna che vuole una vita normale possa fare una cosa del genere!
Buona fortuna!"
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